
Trésors Oubliés
Artista
Filippo Barsali
DATA
domenica 5 ottobre 2025
LUOGO
Teatro Verdi • Sala Grande
SCORRI PER SCOPRIRE
Programma
Luca Fialdini
Di corteccia e resina - prima mondiale
Maurice Ravel
Le Tombeau de Couperin
I. Prélude – Vif
II. Forlane – Allegretto
III. Menuet – Allegro moderato
IV. Rigaudon – Assez vif
Gabriel Fauré
Masques et Bergamasques, Suite op. 112a
I. Ouverture – Allegro molto vivo
II. Menuet – Tempo di minuetto. Allegretto moderato
III. Gavotte – Allegro vivo
IV. Pastorale – Andantino tranquillo
Francis Poulenc
Sinfonietta, FP 141
I. Allegro con fuoco
II. Molto vivace
III. Andante cantabile
IV. Finale – Prestissimo et très gai
Presentazione
Il titolo del concerto, Trésors Oubliés – “Tesori dimenticati” – suggerisce l’idea di un percorso musicale che non si limita a proporre pagine celebri, ma che invita ad ascoltare opere capaci di sorprendere, di aprire nuove prospettive sul repertorio francese del Novecento e di svelare gioielli che raramente trovano spazio nelle sale da concerto. La serata si muove tra la riscoperta di tradizioni antiche, la leggerezza della musica da intrattenimento colta, la raffinata eleganza impressionista e la freschezza inesauribile di un linguaggio al confine fra classico e moderno. A inaugurare il concerto sarà la prima mondiale di Di corteccia e resina del giovane compositore Luca Fialdini, dedicata a Cristiano Tomei. Quest’opera, commissionata appositamente per l’occasione, porta in scena una scrittura che coniuga l’immediatezza evocativa con una ricerca timbrica accurata, riflettendo sul rapporto fra natura e suono. Il titolo evoca immagini di vitalità primordiale e di forza organica: la corteccia come protezione, la resina come linfa che scorre. L’ascolto diventa così un’esperienza sensoriale e simbolica, un ponte fra l’elemento terreno e la dimensione spirituale. Il programma prosegue con Maurice Ravel e il suo Le Tombeau de Couperin, completato nel 1917 come suite pianistica in sei movimenti e orchestrato nel 1919 solo in parte. Ravel scelse infatti di trasporre per orchestra soltanto quattro movimenti: Prélude, Forlane, Menuet e Rigaudon. Omise invece la Fugue e la Toccata, ritenendole troppo legate al carattere virtuosistico della tastiera. L’opera, dedicata “alla memoria degli amici caduti”, si ispira alle forme della danza barocca, ma con leggerezza e ironia: non un monumento funebre, ma un atto di resilienza artistica. I colori orchestrali brillanti e trasparenti restituiscono la freschezza di un linguaggio che guarda al passato con nostalgia senza rinunciare a una vitalità sorprendente. Segue la suite Masques et Bergamasques di Gabriel Fauré, composta anch’essa nel 1919 su commissione del Principe di Monaco. L’opera, costruita attorno a brani giovanili e rivestita di una nuova orchestrazione, è un nostalgico omaggio al Settecento, ma filtrato da una sensibilità moderna. Le sue pagine uniscono grazia aristocratica e delicatezza malinconica: dietro le danze leggere, i minuetti e i galanti “masques” si avverte il tocco intimista di Fauré, capace di trasformare un divertissement in una raffinata meditazione sulla memoria del passato. A concludere la serata sarà la Sinfonietta di Francis Poulenc, composta nel 1947. Quest’opera, tra le meno eseguite del compositore francese, è un piccolo capolavoro di freschezza e vitalità. In essa convivono lo spirito giocoso, la vena melodica immediata e l’eleganza tipica della scuola francese, unite a un’orchestrazione brillante che non teme momenti lirici né improvvise esplosioni di energia. La Sinfonietta è allo stesso tempo un omaggio alla forma sinfonica e una sua dissacrante reinvenzione, piena di ironia e leggerezza.
Artisti
Direttore: Filippo Barsali
Orchestra: Orchestra Giovanile Toscana
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