
Il Maestro di Cappella La Serva Padrona
Artista
Due Napoletani a San Pietroburgo
DATA
domenica 28 settembre 2025
LUOGO
Teatro Verdi • Sala Grande
SCORRI PER SCOPRIRE
Programma
Domenico Cimarosa (1749–1801)
Intermezzo buffo in un atto Il maestro di cappella
Orchestrazione a cura di Marco Brolli
Giovanni Paisiello (1740–1816)
Intermezzo buffo in due atti
La serva padrona (prima esecuzione assoluta in Toscana)
Edizione pratica a cura di Lorenzo Petrizzo

Presentazione
Il progetto operistico “Due napoletani a San Pietroburgo” nasce per volontà di Gabriele Bracci, direttore artistico dell’Orchestra Giovanile Toscana, da anni cultore e promotore del repertorio musicale settecentesco. L’obiettivo del progetto è quello di mettere in scena la prima esecuzione assoluta in Toscana dell’intermezzo buffo in due atti “La serva padrona” di Giovanni Paisiello, abbinato per l’occasione al celebre intermezzo in un atto “il maestro di cappella” di Domenico Cimarosa. I due intermezzi sono accomunati dal fatto di essere stati entrambi composti dai loro autori, esponenti di spicco della scuola operistica napoletana, a San Pietroburgo presso la corte della zarina Caterina la Grande. Entrambe le partiture sono caratterizzate da una scrittura musicale estremamente brillante, di facile ascolto e sempre avvincente; così come l’intreccio letterario, che è particolarmente ricco di humour. Di seguito la presentazione dettagliata dei due intermezzi:“Il maestro di cappella” di Domenico Cimarosa (1749-1801) L’intermezzo buffo in un atto è stato composto da Cimarosa tra il 1786 e il 1791 presso la corte dell’Imperatrice Caterina la Grande a San Pietroburgo, la prima esecuzione della quale si ha traccia è avvenuta a Berlino nel 1793. La partitura originale è andata perduta, la musica è giunta fino a noi in un arrangiamento anonimo per canto e pianoforte di inizio ‘800, edito in tempi moderni da Ricordi. La partitura orchestrale da noi proposta è una ricostruzione filologica curata dal M°Marco Brolli per l’orchestra Il Giardino Armonico. Il libretto è di autore anonimo, la trama è particolarmente divertente: un direttore d’orchestra (per l’appunto il maestro di cappella) è intento a elogiare una sinfonia composta “in stil sublime” seguendo i dettami dei maestri del passato, ma quando l’orchestra inizia a provare il brano l’effetto è alquanto disastroso, dato che ogni strumentista entra al momento sbagliato o suona una parte diversa da quella originariamente composta. Il maestro di cappella comincia quindi a canticchiare volta per volta la parte di ogni strumento, in modo da far capire ai membri dell’orchestra cosa devono suonare; alla fine riesce nell’intento di far eseguire correttamente la sinfonia ai musicisti. Soddisfatto dal successo decide di provare un aria composta da lui stesso, che celebra immaginariamente le nozze di due sposi. Ogni strumentista principale dell’orchestra partecipa con successo al brano, esibendosi anche in passi a solo; l’unica eccezione sono i due corni che entrano nei momenti sbagliati suonando un richiamo “alla caccia” causando grande disapprovazione al maestro di cappella. Finita l’aria il maestro soddisfatto si congeda dagli orchestrali ringraziandoli e accennando loro i nuovi brani da eseguire nella successiva sessione di prova.
“La serva padrona” di Giovanni Paisiello (1740-1816) Composto nel 1781 durante la permanenza dell’autore presso la corte della zarina Caterina la Grande a San Pietroburgo, l’intermezzo in due parti è basato sullo stesso libretto di Gennaro Antonio Federico, dal quale è tratto il ben piu celebre adattamento musicato da Giovanni Battista Pergolesi nel 1733. Non esistendo in commercio una partitura dell’opera (se non nell’orchestrazione rivisitata da Ottorino Respighi) nel 2020 abbiamo commissionato al compositore Lorenzo Petrizzo una edizione pratica basata sulle due fonti manoscritte conservate presso la Biblioteca di Stato di Berlino e presso la biblioteca del conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. La trama è la medesima della versione di Pergolesi: un ricco e attempato signore di nome Uberto ha al suo servizio la giovane e furba Serpina che, con il suo carattere prepotente, approfitta della bontà del suo padrone. Uberto, per darle lezione, le dice di voler prendere moglie; Serpina gli chiede di sposarla, ma lui, seppur molto interessato, rifiuta. Per farlo ingelosire Serpina gli dice di aver trovato marito, un certo Capitan Tempesta, che in realtà è l’altro servo di Uberto, Vespone, travestito da soldato. Serpina chiede a Uberto una dote di 4000 scudi; Uberto, pur di non pagare, accetta di sposare Serpina, la quale da serva diventa finalmente padrona.
Artisti
Orchestra: Orchestra Giovanile Toscana
Uberto: Lorenzo Barbieri
Serpina: Ilaria Casai
Vespone: Filippo Lai
Regia: Francesco Grossi
Direttore: Pietro Consoloni
Lighting Designer: Michele Della Mea
Costumi: Francesco Grossi
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CURRICULUM



